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Mundial de Italia
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Actuzalizado 2007-02-01

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LA CERIMONIA DI APERTURA
Di: Franco Piccirilli
Come ogni manifestazione che si rispetti, e forse proprio perché si trattava di un mondiale, non poteva mancare una cerimonia di apertura.
Così la mattina presto, parto nuovamente per Viareggio, dove ero già stato solo poche ore prima alla cena di benvenuto, rimanendone piacevolmente impressionato ed oltretutto inaspettatamente gratificato. Solito viaggio e solita strada, che in questi ultimi periodi avevo avuto modo di percorrere varie volte…Sono arrivato al palazzetto con un po’ di ritardo, posteggiando l’auto proprio di fronte all’entrata, temendo di aver perso qualcosa della cerimonia. Mi sono precipitato dentro e nei corridoi invece noto che fortunatamente stavano ultimando la meticolosa preparazione. Un corridoio pieno di gente, chi doveva fare e chi doveva dire… Chi era nei corridoi si coordinava con chi era all’interno del palazzetto, per aspettare il segnale per l’inizio della cerimonia…A fatica raggiungo anch’io l’interno del palazzetto e sorpresa…. Nella notte, tutto era stato allestito sembra perfettamente per l’evento! Le materassine in gomma ricoprivano l’intero pavimento del palazzetto, delimitando l’area di gara. Erano state sistemate in modo da formare quattro quadrati di gara. Così di fronte ad ogni quadrato erano stati sistemati altrettanti tavoli di giuria, ognuno dei quali con il proprio tabellone segnapunti elettronico. Al centro era stata allestita e riservata un’apposita area in cui erano ospitati i rappresentanti delle organizzazioni aderenti a questi mondiali.Tutta l’area era tappezzata con le locandine dell’evento. Sul soffitto erano state sistemati alcune simpatiche composizioni di palloncini con i colori della bandiera italiana. Quindi gli striscioni dei vari sponsor della manifestazione erano sistemati lungo la recinzione. Alcune piante ornamentali erano state sistemate subito all’esterno delle materassine per creare una scenografia che non fosse solo quella per le gare, che si sarebbero dovute poi svolgere, ma anche per chi dagli spalti, poteva assistere all’evento avendone una gradevole visione d’insieme. Il Presidente della WTKA e i vari membri dell’organizzazione erano elegantemente vestiti, così come negli altri giorni del mondiale, dando l’immagine di una sobria eleganza della manifestazione. Tutto è pronto, manca solo il segnale di inizio, che non tarda ad arrivare…Così parte il suono della banda della Marina Militare Italiana, che entra nel palazzetto al ritmo di marcia, percorrendo il perimetro esterno dell’area di gara, fino a posizionarsi ad un estremo. Mentre continuava a suonare, entrano le delegazioni presenti a questo mondiale, rappresentate da un cartello con scritta la nazione partecipante, portato da una ragazza della scuola…., a cui l’organizzazione ha chiesto gentilmente di collaborare. Così sfilando e seguendo il medesimo percorso della banda della Marina Militare, 32 ragazze con altrettanti cartelli rappresentanti le nazioni presenti. Mentre le ragazze percorrevano i lati del palazzetto l’annunciatore scandiva il nome delle singole nazioni, sotto lo scrosciante applauso del pubblico per ognuna di esse. Praticamente la fila delle ragazze indicanti le nazioni che partecipavano alla manifestazione riempiva il lato più lungo del palazzetto. Ma come ogni manifestazione che si ritenga tale, deve potersi affidare anche ad un corpo giudicante valido e preparato professionalmente. Così, per dare la giusta enfasi e riconoscimento di stima verso i giudici, viene annunciato l’ingresso dei circa 80 giudici che dovranno valutare gli atleti che si misureranno sui 4 tatami. Questi sfilano nella divisa fornita dall’organizzazione, giacca blu e camocia bianca, garantiranno la regolarità delle varie gare. Tutti allineati sfilando dentro il palazzetto posizionandosi di fronte alla fila delle nazioni, come a voler garantire l’imparzialità dei propri giudizi.Il tutto con il sottofondo della banda della Marina Militare della Repubblica Italiana. La banda poi ha intonato l’inno italiano, quel Mameli che sembrava dimenticato, ritornava nel cuore di tutti i presenti, tanto che i giudici si mettevano la mano sul petto e il pubblico si alzava in piedi, testimoniando la propria emotiva adesione a questa cerimonia. Il microfono quindi passava al dott. Matteo Palagi che annunciava l’adesione alla manifestazione anche da parte della Presidenza della Repubblica, leggendo una comunicazione del Presidente stesso che per l’occasione aveva inviato una apposita targa, in segno di augurio e benvenuto per le nazioni presenti.
Egregia WTKA- IAKSA,
ho il piacere di omaggiarLa con questo premio per i Campionati del Mondo di Kickboxing e All Style WTKA - IAKSA 2006.
Con grandi saluti
Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano
La targa veniva portata in mostra, facendo sfilare una bimba e la sua accompagnatrice lungo tutto il palazzetto. Targa ricordo che certamente dava autorevolezza alla manifestazione, riconoscendone il valore sportivo e di aggregazione che lo sport, e questa manifestazione in particolare, forse da sempre esprime nei suoi valori.Durante tutto il percorso fatto dalla bimba cui era affidata la targa… noto che il pubblico intervenuto non aveva mai smesso di applaudire.Ma l’organizzazione ci aveva ancora riservato una piacevole ulteriore sorpresa: un tenore ci ha quasi paralizzato sulle note dell’atto III dell’opera Turandot di Giacomo Puccini. Si, quel Giacomo Puccini vissuto a Torre del Lago, località nel Comune di Viareggio, forse non a caso scelto anche per questo, oltre che per la suggestiva musica di “Nessun Dorma”.
Dilegua, o notte! Tramontate, stelle! All'alba vincerò! Vincerò! Vincerò!
Non c’è stato bisogno di chiamare l’applauso perché questo è partito spontaneamente dal cuore dei presenti, riempiendo e caricando il palazzetto di emozione, che non poteva non esplodere nel battito delle mani.
Successivamente venivano consegnate le targhe di riconoscimento ai Presidenti delle varie associazioni che hanno ufficialmente aderito a questi Campionati Mondiali: al dott. Giandomenico Bellettini, Presidente IASKA, al dott. Biagio Vitrano, Presidente WOMAA Italia (World Organization Martial Arts Athletes), WASKO.
Quindi era la volta del responsabile mondiale WTKA per la kickboxing il dott. Matteo Palagi, ed infine, ma non certo meno importante per il contributo che ha dato alla manifestazione è stato invitato al centro del palazzetto e presentato al pubblico il sig. Cristiano Radicchi, vice presidente mondiale WTKA. Il Presidente della WTKA annunciava quindi l’apertura ufficiale del primi campionati mondiali open di kickboxing WTKA e IASKA. Sotto uno scrosciante applauso, la banda della Marina Militare riprendeva a suonare, accompagnando l’uscita, prima dei giudici e successivamente delle nazioni presenti a questo mondiale.
1° giorno di gara: SEMI CONTACT
Con la cerimonia di apertura sono stati quindi ufficializzati questi primi campionati mondiali WTKA-IAKSA. L’ufficialità data dagli Ufficiali di Gara, provenienti da tutti i Paesi che l'oranizzazione ha saputo coinvolgere in questo evento.Così i giudici si dividevano sui quattro quadrati di gara. Effettuavano quindi un breve breafing per consolidare quelle che certamente dovevano essere le conoscenze di ognuno circa le modalità di applicazione del regolamento di gara, relativamente al proprio gruppo e per come il responsabile di ogni quadrato forse riteneva importante puntualizzare. Questo ovviamente, per evitare discussioni successive, in fase di gara e giudizio, circa l’interpretazione del regolamento, per consentire quindi un più agile proseguimento della giornata.Questa infatti si è presentata intensa per il numero di combattimenti svolti.In questa giornata erano infatti previste le eliminatorie per la disciplina di point fighting (semi contact).I tabelloni degli incontri erano stati già stilati e appesi nei corridoi di servizio per l’accesso agli spogliatoi degli atleti. Questi infatti, potevano così agevolmente informarsi sulla propria categoria di peso, quando dovevano confrontarsi e con quale avversario. In ogni quadrato avevano preso posto tre giudici di gara, un arbitro centrale e due laterali.Un tavolo di giuria per ogni quadrato dove era presente il cronometrista, l’addetto ai punti e un responsabile di quadrato. Ognuno dei tavoli era infatti dotato di un tabellone elettronico segnapunti, che sempre più spesso vediamo nelle più importanti manifestazioni, segno quindi di una meticolosa e attenta organizzazione anche per le innovazioni elettroniche.Venivano quindi decise le categorie per ogni quadrato e quindi si procedeva a chiamare le coppie di atleti che si sarebbero poi confrontati sui quadrati di gara.Nel frattempo, fuori dal palazzetto erano presenti fin dalla mattina ben due ambulanze con relativo medico a bordo, ed altrettanti all’interno del palazzotto, per consentire, nel caso di infortuni di atleti in gara tali da dover accompagnare all’ospedale, di poter continuare la manifestazione, assicurando comunque l’assistenza medica. I coaches degli atleti venivano fatti accomodare su apposite sedie sistemate a bordo dei quadrati, da dove potevano seguire la gara del proprio atleta, quindi senza interferire con l’andamento, presentando così l’area di gara ordinata e sgombra, per consentire un più agevole lavoro da parte della terna arbitrale. Si procede così alle eliminatorie delle varie (tantissime) categorie in gara previste per questo mondiale. Man mano che queste eliminatorie proseguivano, saliva anche il livello tecnico degli incontri e quindi la difficoltà di aggiudicarsi il match, anche considerando che ogni atleta, poteva dover sostenere diversi incontri prima di aggiudicarsi la finale.Ma inevitabilmente a fine giornata, per ogni categoria rimanevano solo due atleti, quelli che avevano appunto superato tutti gli incontri previsti. Questi avrebbero poi disputato la finalissima, domenica 26 novembre.Da notare come gli arbitri abbiano sempre provveduto a consultarsi in maniera pacatamente ordinata, ogni qualvolta riscontravano quelle che sembravano diverse interpretazioni per l’assegnazione del punteggio, riuscendo sempre a trovare quella che sarebbe poi stata la giusta decisione in quel contesto.
2° giorno di gara:
LIGHT CONTACT ; LOW KICK LIGHT; SUBMISSION WRESTLING
Venerdì 24 novembre 2006Campionati del mondo di:
Oggi era la volta di alcune altre specialità, quali il light contact, la kick light e la submission wrestilng. Particolarità della giornata era appunto la submissione wrestling, presieduta per l’occasione da Emiliano Lanci della Kombat League, la quale ha aderito anch’essa a questi campionati mondiali open, organizzando egregiamente il settore di questa specialità.Venivano quindi disputati gli incontri eliminatori di questa disciplina, sotto gli attenti e vigili occhi di Emiliano Lanci, affinchè tutto venisse svolto nel migliore dei modi, in maniera ordinata e soprattutto spettacolare. Infatti in prossimità dell’area di questo quadrato, si erano radunati diversi spettatori, non solo atleti, ma anche pubblico che voleva vedere da vicino questa specialità, testimoniando forse, anche per la novità, l’interesse per questa giovane disciplina.Grazie al lavoro di personaggi che sicuramente senza far troppo parlare di se, se non per il professionale lavoro che fanno, hanno saputo creare il giusto interesse intorno a questa disciplina, ma anche l’interesse per la persona che al di là della federazione di appartenenza, ha mostrato di avere un buon seguito tra gli atleti di questa specialità, riconoscendogli quello che credo sia il giusto valore per il lavoro svolto e che svolge per come appare…Negli altri tre quadrati, in concomitanza con la submission wrestling, venivano intanto disputati gli incontri per il light contact e la kick light.Anche in questo caso la disponibilità di un elevato numero di giudici, consentiva un corretto svolgimento dei vari incontri. Erano particolarmente numerosi infatti, anche gli iscritti alle diverse categorie per il light contact e la kick light. Si alternavano così incontri femminili e maschili nella varie categorie di peso previste, dando vita ad un continuo susseguirsi di confronti, sotto l’attento e vigile occhio del giudice centrale, affinché l’incontro non degenerasse (come spesso si vede accadere) nel contatto pieno. Infatti, ho notato che giustamente in queste specialità, veniva premiata soprattutto la tecnica con la quale l’atleta portava quel colpo e combinazioni di colpi.Pochi gli infortuni occorsi agli atleti e tutti di lieve entità, per cui l’intervento tempestivo di uno dei due medici presenti all’interno del palazzetto aveva prontamente risolto, dando sicurezza ai coaches e agli atleti stessi, che si sentivano certamente adeguatamente tutelati anche da questo punto di vista.Ma anche dai componenti ai tavoli delle varie giurie di quadrato, che erano impegnate a registrare precisamente le decisioni espresse dalla terna arbitrale.Nel frattempo terminavano gli incontri di submission wrestling e subito veniva organizzato un podio sul quadrato per le premiazioni. Per questa disciplina infatti, subito dopo le eliminatorie, erano state disputate anche le finali.Forse la novità di questa specialità non aveva consentito di avere un numero di iscrizioni come per le altre discipline di più vecchia tradizione, ma aveva forse ricevuto una più attenta curiosità ed approvazione, da parte del pubblico presente.
3° giorno di gara: ALL STYLE
Sabato 25 novembre 2006Campionati del mondo di: Alls StyleSiamo ormai giunti al terzo giorno di questi mondiali.
La macchina organizzatrice, orami collaudata… sembrava far fronte a qualsiasi situazione, non mostrando alcun problema per il controllo dello svolgimento regolare della manifestazione.In questa giornata era dedicata al campionato mondiale All Style. Si trattava di esibizioni di varie forme (combattimenti con le ombre) di arti marziali, tradizionali e libere, nonché di una particolare disciplina quale… le tecniche di rottura.Gli atleti in gara quindi, non si misuravano sul contatto fisico tra loro, ma attraverso il proprio fisico ed il movimento, dovevano mostrare cioè, le loro capacità di controllo del movimento stesso.Con le loro diverse uniformi, tipiche di ogni scuola presente alla manifestazione, la giornata sembrava aprire un varco nel tempo, introducendoci in un mondo antico per la tradizione in cui si sono originate le arti marziali ma, allo stesso tempo, mostrava la sua modernità per l’ interpretazione che veniva data all’arte marziale. Non è semplice mostrare cosa sia l’arte marziale, ma il desiderio di competizione ha fatto in modo che venisse trovato un modo, affinché non venissero confrontate le arti marziali, quanto forse, l’interpretazione che l’atleta dava all’arte marziale che praticava.Ecco quindi che la valutazione dei vari giudici si distaccava dall’arte marziale, dallo stile che veniva praticato, concentrandosi sull’atleta, il quale mostrava cosa fosse invece per lui… l’arte marziale.Le specialità previste per questa giornata sono state diverse ,tra cui esibizioni singole e a squadre, tecniche di rottura e forme tradizionali.Naturalmente i confronti sono iniziati con le categorie dei bambini. Sempre affascinanti per le loro naturali doti di movimento e gioco, in cui l’arte si confonde spesso con il divertimento, prendendo però seriamente il divertimento.Spettacolari le forme dei più piccoli, che hanno saputo interpretare, come i più grandi, le loro performances, mostrando di essere atleticamente e tecnicamente preparati per l’occasione. Tanto che sono stati apertamente apprezzati dal pubblico presente sugli spalti, intervenuto numeroso, con spontanei applausi.Senza niente togliere ai più grandi che, comunque, hanno dato dimostrazione della loro preparazione tecnica, fisica e mentale per questo evento mondiale, esprimendo ognuno il massimo delle proprie abilità e capacità.Le dimostrazioni a squadre erano dei veri e propri racconti, in cui si poteva distinguere l’aggressore dall’aggredito. Ma era solo una scusa per poter mettere in evidenza l’affiatamento e le capacità del gruppo, nel saper dar vita ad un vero e proprio piccolo spettacolo.Anche le esibizioni singole mettevano in evidenza quanto l’atleta era in grado di far vedere ai giudici… cosa quei movimenti erano, e quindi contro chi si stava combattendo e come.Queste specialità, le dimostrazioni a squadre e singole, richiedevano l’ausilio di musiche di effetto, cercando in tal modo di poter forse enfatizzarne i movimenti e rendendo nel complesso più spettacolare l’intera loro esibizione.Apprezzate anche le esibizioni di tecniche di rottura.Questa non si limitava al solo momento in cui veniva eseguita la tecnica. Infatti, prima dell’esecuzione della tecnica di rottura, gli atleti sembravano eseguire con particolare concentrazione esercizi di focalizzazione dell’energia, che poteva essere assimilata ad una vera a propria cerimonia, in cui l’atleta, presumo dovesse riuscire a concentrare l’intenzione nella successiva tecnica di potenza.Sembravano infatti attimi di infinito raggruppamento in se stessi, per arrivare a compiere gesti inusuali nella vita di tutti i giorni, ma non per questi atleti che, evidentemente, si erano allenati duramente per raggiungere tali livelli di concentrazione, che gli permettevano di eseguire queste tecniche. Evidentemente in questa fase della tecnica, quella concentrazione e raccoglimento in se stessi, doveva forse fornire ai giudici la convinzione dell’autenticità di ciò che stavano per compiere, nel giudizio complessivo della tecnica.Il quadrato di gara di questa disciplina, sembrava divenire in quel momento una sorta di ambiente senza tempo, in cui l’attimo che precedeva la tecnica… focalizzava le energie dell’atleta e del pubblico che osservava, sull’oggetto della tecnica. Esplosa l’energia, terminata la tecnica, lo staff dell’organizzazione celermente provvedeva alla pulizia dell’area per il prossimo atleta in gara.Contemporaneamente su di un altro quadrato, altri atleti eseguivano quelle che definirei forme tradizionali della propria disciplina, mostrando e cercando di mettere in evidenza soprattutto la perfezione dei movimenti, la coordinazione degli stessi e forse soprattutto l’animo interiore con cui questi movimenti venivano effettuati.Così magari il pubblico forse, non poteva apprezzarne l’eleganza e l’armonia di tali gesti, confusi forse con le altre esibizioni previste negli altri quadrati di gara.Forse le dimostrazioni di tecniche di rottura, così come l’esecuzione di forme tradizionali, potevano contrastare con le altre specialità eseguite contemporaneamente. Queste ultime infatti, si avvalevano di musiche che forse potevano far venir meno la concentrazione degli atleti delle prime altre specialità, forme tradizioni e tecniche di rottura.Queste specialità forse, avrebbero richiesto un’ambientazione diversa, in cui anche il pubblico presente poteva partecipare in maniera più attenta ed attraverso il.. silenzio. Tutto ciò, ha però mostrato l’intensa attività che veniva svolta in questa giornata di mondiali All Style, e le energie profuse dagli organizzatori per poter concentrare in una sola giornata le eliminatorie di queste specialità marziali. L’organizzazione aveva dispiegato le proprie forze con la presenza di un adeguato numero di giudici, impegnati nel difficile compito di valutare stili apparentemente diversi, ma che avevano in comune, forse, l’espressione del potenziale umano. Anche questa giornata si concludeva ordinatamente dando appuntamento al giorno seguente per le finali.
4° giorno di gara: LE FINALI
Domenica 26 novembre 2006Campionati del mondo WTKA:
L’ultima giornata di gara era riservata alle finali di tutte le discipline, kickboxing e all style, previste nel programma. Si confrontavano in questa ultima giornata, i migliori atleti che avevano partecipato nei giorni precedenti alle eliminatorie di questi mondiali WTKA-IAKSA e che adesso, affrontavano l’ultima sfida che li separava dal gradino più alto del podio.Le finali previste riguardavano le specialità point fighting, continuos fighting, kick light e all style, ognuna poi suddivisa per le diverse categorie di atleti in competizione.Quattro ancora, i quadrati di gara necessari e che erano stati allestiti per decretare i titoli mondiali per le diverse e numerose categorie previste, per questa edizione dei mondiali WTKA-IAKSA.Si sono così dati battaglia gli atleti che le selezioni dei giorni precedenti avevano stabilito essere i migliori, sotto il controllo e attento giudizio del corpo arbitrale, il quale doveva spaziare in ogni specialità e categoria in gara. Un lavoro lungo e a tratti certamente faticoso per il continuo impegno che i giudici dovevano avere verso ogni prestazione.Non inferiore però era anche l’impegno degli atleti, che si erano evidentemente sottoposti ad intensi allenamenti, attraverso i quali erano giunti in prossimità dei vertici della classifica di questi mondiali. I diversi quadrati con i giudici e i tavoli delle giurie, erano al lavoro per controllare che tutto avvenisse secondo regolamento.Cominciavano così a fioccare le assegnazioni dei primi titoli mondiali sui vari tatami. Successivamente poi, l’organizzazione procedeva alla premiazione ufficiale, su di un podio appositamente allestito di fronte al numeroso pubblico. Si chiamano al microfono gli atleti che si erano classificati al primo, secondo e terzo posto, invitandoli a salire ai rispettivi posti sul podio, dove venivano consegnati i certificati e le medaglie.Al primo classificato inoltre, veniva consegnata anche una katana, forse elevata a simbolo di questi mondiali e del cui dono (un intero set completo) è stata onorata anche questa Redazione.Questo omaggio credo costituisca un bellissimo ricordo per gli atleti premiati, anche se potrebbe sembrare inusuale, ma proprio per questo invece, ritengo che possa rimanere impresso nella loro memoria a testimoniare la vittoria in questo evento. Anche se diverso dalla solita coppa, che magari si sarebbero aspettati, la katana in questo contesto ha assunto analogo valore e che ho visto essere stato particolarmente apprezzato dagli atleti. Nel pomeriggio era invece prevista una particolare gara di all style: erano stati scelti da una apposita commissione quelle che erano ritenuti le migliori dodici esibizioni, sia a squadre sia singoli, nelle diverse specialità e che avrebbero partecipato ad un torneo per l’assegnazione di un premio in di 5.000 Dollari.L’organizzazione a questo punto ha cambiato impostazione.L’attività sui diversi quadrati di gara si era fermata per concentrare l’attenzione solo e soltanto su questo torneo.Venivano quindi selezionati i giudici che dovevano far parte del corpo giudicante di questa gara all’interno dei campionati mondiali all style. Questi prendevano posto intorno al quadrato centrale, ognuno su di una sedia con il tabellone dei punti con cui dare la propria valutazione e la cui “somma avrebbe fatto il totale”… come certamente e simpaticamente avrebbe fatto notare il carissimo nostro collaboratore sig. Antonio Casoria. Un cospicuo numero di arbitri diretti dal loro responsabile sig. Tomei, infaticabile in questi giorni e che abbiamo visto muoversi continuamente, per organizzare al meglio e con ottimi risultati, i vari quadrati.Si sono così susseguiti varie esibizioni a squadre, singole, difesa personale, quanto di meglio questi mondiali hanno saputo proporre.Chiamati sul quadrato, uno dopo l’altro, dal dott. Panfietti che per l’occasione aveva indossato le vesti di presentatore. Ognuno di questi atleti, o gruppi di atleti, presentava la propria arte, il personale modo di interpretare l’arte per come le proprie capacità fisiche e mentali gli permettevano.Abbiamo così assistito a prove di vera e propria abilità tecnico-fisica, per le quali crediamo che i giudici abbiamo avuto qualche difficoltà nel determinare il punteggio.Quello che veniva mostrata la pubblico era un vero e proprio spettacolo che l’organizzazione della WTKA-IAKSA aveva preparato e riservato per gli spettatori. Il pubblico presente sulle tribune mostrava di seguire con entusiasmo le varie prestazioni, applaudendo le performances di questi atleti e la spettacolarità delle esibizioni.L’interpretazione, il maneggio delle armi, i salti acrobatici, il controllo del corpo… avevano a tratti infervorato gli spettatori, trascinandoli in un continuo di applausi. Particolarmente applaudita è stata la prestazione di una piccola atleta russa, una bimba di meno di dieci anni (credo) che con l’alabarda (in cinese Kuan Tao) ha dato prova di sapersi muovere agevolmente insieme alla sua arma.La piccola atleta russa riusciva a catalizzare il pubblico su di sé come forse gli altri non avevano ottenuto, tanto che l’applauso è partito poco dopo l’inizio dell’esibizione e terminava solo dopo la sua conclusione.Sicuramente le capacità tecniche e spettacolari della piccola russa avevano contribuito a destare la giusta ammirazione nei suoi confronti.Tutti gli atleti avevano dato sfoggio di ciò che in quel momento era stata la loro massima prestazione e proprio per questo ritengo siano stati tutti bravissimi. Le regole del torneo però imponevano che venisse dato ad ognuno di loro un punteggio per decretare chi dovesse poi aggiudicarsi il premio messo in palio dalla WTKA per questa gara.Al termine di tutte le esibizioni, gli atleti venivano richiamati sul quadrato e fatti allineare su di una riga al centro, di fronte al pubblico. Il dott. Panfietti si preparava quindi ad annunciare il vincitore, con la sua solita calma, ma facendo trasparire l’emozione e l’enfasi dell’attesa, chiamava al centro del quadrato l’atleta Semenova Daria (guarda il video 6Mb), la bambina russa che ha presentato l’ esibizione con l’alabarda.Si avvicinava poi alla bimba facendogli i complimenti a nome di tutta l’organizzazione della wtka, mentre il dott. Palagi gli consegnava simbolicamente un enorme assegno di 5.000 dollari messo a premio. Il dott. Panfietti non mancava di sottolineare come la bimba fosse la sua preferita, già prima del giudizio del corpo arbitrale, forse proprio per la simpatia che questa giovane atleta mostrava, nel proprio portamento.E quindi via con le foto di rito, in cui molti personaggi di questa manifestazione hanno voluto essere immortalati accanto a questa piccola grande atleta. Dopo questa pausa spettacolare i giudici riprendevano posto nei vari quadrati che gli erano stati assegnati e ricominciavano a chiamare gli atleti per disputare le restanti finali di categoria.Questi si posizionavano sul tatami e, al comando del giudice centrale, iniziavano a disputare le loro finali.Così l’area del palazzetto si popolava nuovamente di atleti e giudici, divisi per specialità, dalle forme all style ai combattimenti di kickboxing per terminare questa forse indimenticabile ultima giornata dei mondiali open di kickboxing e all style 2006 organizzati dalla WTKA- IAKSA.

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